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Il finanziamento ai quotidiani

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Un miliardo di euro dal 2000 al 2006 quanto elargito dallo stato, da noi, per finanziare la libertà di stampa, da alcuni dei quotidiani più famosi e conosciuti che non avrebbero bisogno di finanziamenti statali, ma che non rinunciano comunque, ad altri quotidiani o settimanali che nessuno o quasi ha mai sentito nominare, ma che puntualmente battono cassa quando c’è da riscuotere.

Un miliardo di euro sono tanto soldi, che sembrano ancora di più se si pensa a quei quotidiani, o presunti tali, appositamente creati ad hoc da partiti politici e associazioni culturali varie, religiose e laiche, per spillare denaro visto che l’hanno fatto tutti, e nessuno ha intezione di smettere.
Sembra sia tra le iniziative dell’attuale governo di tagliare le spesa ai quotidiani, una sovvenzione, un rubinetto sempre aperto alimentato dal nostro denaro a cui tanti, troppi, hanno prelevato.
Anche in questo caso però c’è il rovescio delle medaglia, pare infatti che il finanziamento venga elargito, se il provvedimento verrà approvato, ai soli quotidiani che dimostrano un consistente numero di vendite.

Ma se vendono già molto di loro che bisogno hanno di farsi finanziare 20, 30, 40 milioni di euro l’anno da noi?
Perchè siamo noi a pagare, sempre, non dimenticatelo mai.
La libertà di stampa è un diritto sacrosanto, è un gesto democratico: essere obbligati a pagare no.
Quando si tratta di ricevere finanziamenti tutti i diversi schieramenti politici vanno d’accordo che è una meraviglia, non fanno manifestazioni in questo caso, pro o contro.
Ci sono quotidiani di tiratura nazionale che ricevono finanziamenti davvero consistenti: è come non far pagare le tasse a chi ha la fortuna, e le capacità, di guadagnare un milione di euro l’anno.
Significa affossare le classi sociali meno abbienti, punto.

Per quanto riguarda i piccoli, alcuni ricevono sovvenzioni di 7000, 8000 euro l’anno.
Uno può dire: beh, per ottomila o novemila euro l’anno…
Ma quante sono queste piccole realtà?! Fossero un milione iniziano ad avere un costo davvero elevato.
Ma il problema principale, nonché la questione di principio, è: sono davvero utili? Sono davvero un’espressione di Democrazia? O sono messi in piedi solo per avere la loro fetta di torta, visto che la torta è grande?
Ci hanno sguazzato tutti, dalla destra alla sinistra, dai religiosi ai laici.

Vecchie abitudini italiane, buone magari nel concetto, male applicate nella sostanza, fatta la legge ecco che spunta l’inganno, da parte di chi è così sfacciato da credersi furbo.
Tanto paghiamo sempre noi.
Perchè a partire dai quotidiani maggiori non lasciamo che siano loro ad occuparsi delle loro spese?
Perchè dobbiamo sovvenzionarli?
Se un giornalista scrive qualcosa di interessante, avrà sempre un pubblico disposto a leggere quanto scrive.
Il finanziamento ai quotidiani, purtroppo fa parte di un sistema statalista duro a cambiare, un sistema che funziona da zavorra per un paese non riesce a spiccare il volo.

L’Italia.

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Written by Claudio

ottobre 20th, 2008 at 6:47 pm

Posted in Attualità

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3 Responses to 'Il finanziamento ai quotidiani'

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  1. [...] I giornali, i cui principali azionisti sono le banche, prendono soldi dai partiti e dallo stato. Questo ne limita fortemente l’imparzialità, e limita l’informazione delle persone. E [...]

  2. [...] informazione, pur essendo pagati per farlo (il giornale, lo ricordo, è sì di Paolo Berlusconi, ma come tutti i quotidiani gode di sovvenzioni statali), ma adottano un’ottica persecutoria se lo facciamo noi blogger, isolando e distorcendo [...]

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